India

Auguri da Puri

 

Adozioni e Missioni WAF Onlus in Orissa e Andhra Pradesh (India)

 

In India la WAF Onlus opera in due stati: Orissa (6 missioni nella foto) e Andhra Pradesh.
L'Orissa ha circa 37 milioni di abitanti.
La maggioranza sono adivasi, cioè popolazioni tribali indigene.
È la quota più alta tra tutti gli Stati indiani. E se, ai tribali, si aggiungono i dalit -l'altro gruppo sociale più emarginato nella rigida scala delle caste indiane (non più legali, ma radicate nella cultura induista)- si arriva quasi a un 40 per cento della popolazione per quelle che la burocrazia indiana classifica come
« scheduled tribes and scheduled castes.

 

Donne delle tribù Ho

Bambini delle tribù Ho

L'economia è fortemente rurale; cominciano ad essere sfruttate le risorse del sottosuolo come la bauxite; ciò però a svantaggio dei contadini poveri che, espropriati o venduti i loro piccoli terreni, vanno verso le grandi città dove difficilmente trovano da vivere e vanno ad ingrossare le fila degli emarginati. Pesca e raccolta sono ancora molto diffuse tra le comunità di villaggi. Parlano decine di dialetti ognuno diverso dalle principali lingue dell'India.

E' tra queste popolazioni delle tribù Ho e Jowango che la WAF Onlus supporta missionari, quasi tutti indiani dell'ordine dei Verbiti, segnalati alla Onlus da Madre Teresa.

Essi operano nel rispetto di usi e tradizioni offrendo cure, assistenza ma soprattutto istruzione, con particolare attenzione a donne e bambini: insegnano a leggere, scrivere, a seguire le fondamentali norme igieniche, non trascurando canti, balli ed espressioni ludico-artistiche proprie delle loro origini.
Attraverso le adozioni a distanza la WAF Onlus quindi assicura ai bambini, e per estensione anche alle famiglie, cibo istruzione cure sanitarie.Inoltre promuove progetti per l'emancipazione e la formazione delle donne che, nell' India più povera, risultano essere ancora fortemente discriminate nei confronti degli uomini; infatti i lavori più duri, la soggezione agli uomini e il matrimonio in giovanissima età sono ancora molto diffusi.

 

ADOZIONI E PROGETTI WAF ONLUS NELLE MISSIONI IN ORISSA

Duburi zona tribale nella parte nord del distretto di Jajpur

"Infant Jesus boys" Hostel  attualmente 18 bambini in adozione WAF

Direttore responsabile Fr. Baptist Dsouza, assistente Fr. Nirmal Lawrence Marshal

i "boys" dell'Infant Jesus 

...a sera i più grandi preparano la cena attorno al fuoco!

 

Duburi  "Maria Bhavan Convent"

Responsabile suor Shanti Philip (nella foto, genn.2011)

le bambine in adozione WAF con la nostra socia Alma Filpa, genn 2011

le bimbe si lavano appena sveglie

...fanno il bucato

...studiano

Da maggio 2010 sr Shanti, oltre ad occuparsi delle bambine segue anche il progetto WAF per l'emancipazione femminile nei villaggi, attraverso una "Scuola di taglio e cucito": con le donazioni del Liceo Manzoni di Varese e del Gruppo Danza Ligornetto di Genestrerio, sono state acquistate 2 macchine da cucire e pagato il salario di un anno per la maestra; il corso è frequentato da 5 donne che, una volta appresa la tecnica fondamentale, formeranno altre donne nei villaggi vicini

Alma (socia WAF Onlus) e le donne della scuola di cucito.

Pallahara, parte nord del distretto di Angul

Jeevan Dhara Health Center

 Responsabile attuale (e colonna portante!) sr Lisha, subentrata a padre Baptist

le bambine giocano a "campana" nella missione

Attualmente 13 bambine sono in adozione WAF su 79 presenti in Ostello; frequentano la scuola dalla classe 5^ alla 10^. A Pallahara vengono mandate anche le bambine del Maria Bhavan Convent di Duburi che vogliono proseguire oltre la classe 4^

le bambine in adozione WAF fanno colazione...

... giocano con Alma

 

PURI 

 Karunalaya Leprosy Care Center c/o SVD House-Ishopanthi Ashram

Puri è una delle importanti città sante dell'India; sorge sul golfo del Bengala ed è meta continua di pellegrinaggio dei fedeli indù. E' città marittima e commerciale e viene ancora molto praticata la pesca, come si vede nella foto scattata dal nostro vice presidente dott. Giuliano Gambarini nel 2009.

Il centro Karunalaya è nato nel 1975 ad opera del padre polacco Marian Zelazek (nella foto), per ospitare e curare i lebbrosi, ritenuti impuri e intoccabili.

padre Marian Zelaze

Sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, dove trascorre 5 anni dai suoi 22 ai 27, viene ordinato prete e mandato missionario in India nel 1950.

Dopo aver vissuto a lungo fra i tribali delle regioni interne, giungerà a Puri dove nel 1975 costruirà un ospedale per la cura della malattia, una mensa della Misericordia e coltiverà il sogno di un Ostello per accogliere, lontani dal contagio, i figli dei lebbrosi.

Nel 1983 viene costruita la Beatrix school e nel 1998, finalmente l'Ostello ad opera della WAF Onlus: accolse, e ancora ospita, i figli dei lebbrosi e dei più poveri, consente loro di frequentare la scuola, per loro di difficile accesso al di fuori del centro.

Annesso al villaggio dei lebbrosi, padre Marian fece costruire l'Ishopanti Ashram, centro spirituale per la riflessione spirituale, l'armonia e la fratellanza fra popoli e il dialogo interreligioso. Egli infatti non ha mai cercato di convertire le persone che risiedono nel suo ashram (induisti, mussulmani, cristiani...). Ha piuttosto permesso loro di praticare la propria religione, convinto che "non ci sia un Dio per ogni religione, ma diverse religioni per un solo Dio".

 Ha lasciato di sé grande stima fra indù, mussulmani e buddisti e anche per questo ha ricevuto due candidature al premio Nobel per la pace. Padre Marian è morto fra la sua gente, nel suo villaggio, nell'aprile del 2006. Così dichiarò padre T. K. Kurian, suo successore e direttore del centro: "Nella celebrazione del trigesimo (tredici giorni dalla morte), tutte le maggiori autorità politiche e religiose dello Stato e tutta la cittadinanza di Puri e dintorni, senza distinzione di casta e di religione, si sono ritrovate affratellate, esprimendo ciascuno con i riti ed i canti della propria religione il ricordo ed il rimpianto per quest'uomo eccezionale".

Dall'1 aprile a padre Kurian è subentrato padre Joseph Philip, che ha preso in carico tutto l'onere della prosecuzione e dello sviluppo di un progetto di tale importanza e valore.
Con le adozioni a distanza e il sostegno, anche del governo polacco, assicura ai 600 ragazzi presenti, l'istruzione scolastica, la formazione generale, le cure mediche.

La WAF Onlus ha in adozione i 70 bambini dell'Ostello (Children's Care Center) ed eroga 10 borse di studio agli allievi più volenterosi per consentire loro di proseguire gli studi anche al di fuori. Vivono le loro attività insieme agli studenti della Beatrix School.

Ha inoltre promosso corsi di computer, inglese e arti marziali.

Nel Karunalaya Leprosy Care Center i malati e mutilati di lebbra possono imparare e praticare mestieri come la filatura, la tessitura, piccoli lavori artigianali, coltivare l'orto e soprattutto sentirsi parte integrante di un microcosmo che li accetta come creature degne d'amore.

 

un giovane lebbroso al lavoro nel Karunalaya

Questi (nella foto sotto) i bambini della Beatrix school che pregano insieme "ognuno per il proprio Dio" (risposta delle maestre al dott. Gambarini, pediatra e vicepresidente WAF Onlus, che chiedeva durante uno dei suoi campi medici al Karunalaya)

...giocano

Pasu firma il racconto scritto in collaborazione con la Scuola Media Dante di Varese

 

PURI

La WAF sostiene il Dharmadhan e il suo dispensario dove suor Baptista ha creato la scuola di alfabetizzazione e ricamo per le ragazze e accoglie i bambini degli slums.

sr. Baptista

le ragazze del corso di ricamo

i bambini dello slum i bambini dello slum

Sr. Laura si occupa dei corsi di alfabetizzazione per uomini e del "leasing" di risciò.

 i conducenti dei risciò finanziati ddalla WAF

 

Daringabadi (distretto del Kandamal)
Seva Ashram Hostel 
(zona di persecuzione e attentati ai Cristiani da parte di indù e maoisti nel 2007, 2008 e 2010)
9 bambine in adozione WAF
le bambine di Daringabadi
Hyderabad, in Andhra Pradesh
Ad Hyderabad nello stato dell'Andhra Pradesh la WAF Onlus ha conosciuto sr. Lorenza Bietti, missionaria di Venegono superiore, in India dal 1970, dove ha continuato a lavorare fino all'ultimo (è deceduta nel febbraio 2010) tra ospedale, scuola materna, corsi di ricamo per ragazze e la "Città della gioia" del distretto di Warangal, inaugurata qualche anno fa, con una serie di casette dove alloggiare i malati di lebbra raccolti per le strade (nella foto)
La WAF contribuisce alla costruzione delle casette per i lebbrosi e all'acquisto di bufali per il mantenimento di famiglie povere.

 

 

sr Lorenza Bietti una delle casette dei lebbrosi
sr Lorenza raccoglie un emarginato per strada uno dei ricami delle ragazze di sr Lorenza

 

"Doctor Giuliano" Gambarini (pediatra, vice presidente WAF) visita bambini (e adulti) di Hyderabad

 

La storia della WAF in India

L'India è Stata la prima meta, della WAF, chiedemmo a Madre Teresa quale fosse uno degli stati più poveri da cui cominciare e Lei ci indirizzò verso l’Arcidiocesi di Bhubaneswar, in Orissa.

Una volta lì decidemmo,  per caso, di passare qualche giorno di vacanza a Puri, città sacra agli indù.

Fato volle che,  vicino al nostro albergo ci fosse il “Dharmadhan”, una missione delle Suore di Maria Bambina, ci dissero compiaciuti che da più di 20 anni, vi lavorava una vecchia suora italiana, di Bassano del Grappa e vollero a tutti i costi che la conoscessimo!

Suor Amelia Sbrissa, questo il suo nome (ora vive in Italia, dopo essere stata operata di tumore), essendo infermiera, aiutava nel Lebbrosario un vecchio missionario verbita, P. Marian Zelazek, polacco classe 1918, che era stato imprigionato per 5 anni dai nazisti nel Campo di concentramento di Dacao, insieme al santo P. Kolbe ed essendo sopravvissuto decise di dedicare la sua vita  ai più poveri dei poveri.

 P. Marian arrivò in India nel 1950, poi nel 1975 a  Puri, dove costruì il Karunalaya Leprosy Care Center, un piccolo ospedale ed una Cucina della Misericordia; poi nel 1983 fondò la Beatrix School per i figli dei pazienti lebbrosi, in modo che anche loro potessero ricevere un’istruzione, altrimenti preclusa.

P. Marian aveva un sogno, costruire un Ostello per i figli dei lebbrosi, in modo che potessero vivere in ambiente più salubre, curati e nutriti, lontani dal contagio della lebbra, della tubercolosi e da tutte le altre malattie che sono “normali” in quei posti, ….e qui arrivammo noi WAF, finanziando nel  1998,  la costruzione del “Karunalaya Children’s Home”.

L’abnegazione di P. Marian che a più di 80 anni spalava fango e morti dopo la furia del Super Ciclone del Settembre 1999, il Lebbrosario e le tante altre cose da Lui realizzate gli hanno fatto avere vari riconoscimenti e la  candidatura, per ben due volte, al Nobel per la pace; ha finito la sua vita come voleva, con un attacco di cuore, nel 2006, dopo aver partecipato ad una festa con i suoi lebbrosi….a Puri ed in Polonia è venerato come un santo.

Il Karunalya children’s Home, della WAF, è stato ampliato ben due volte negli anni, in modo di consentire a più bambini di accedervi, nel Lebbrosario sono state costruite casette, bonificato un laghetto portatore di malaria e spianato un grande campo in modo che non si allagasse, durante i monsoni ed i bambini potessero giocarvi.

Ora nell’Ostello di Puri ci sono 60 Bambini interni, sotto la guida di P. Kurian Thazhathuveetil, che con grande competenza, ha raccolto la non facile direzione di tutto il complesso, modernizzando per quanto possibile l’insegnamento con corsi d’inglese, di PC e borse di studio da noi finanziate.

A Puri, dopo la costruzione dell’Ostello, la WAF è passata alle “Adozioni a Distanza”, mentre con le suore del Dharmadhan è iniziata una collaborazione, portata avanti da Sr. Baptista (dopo la partenza di Sr. Amelia), creando corsi di ricamo, di alfabetizzazione degli adulti e l’acquisto di Ricsciò, in modo d’incrementare anche il lavoro e microcredito.

Sr. Amelia ci portò a conoscenza di un centro per bimbe disabili, a G. Udaygiri in Kandhamal e grazie ad una nostra sponsor generosa, l’abbiamo fornito di tutti i presidi per la riabilitazione motoria.

Ormai si era sparsa la voce dell’affidabilità della nostra piccola associazione, su richiesta dell’Arcivescovo Raphael Cheenath ( storico personaggio e baluardo a difesa dei più poveri e dei loro diritti, in pensione dal 12 Febbraio 2011), si decise di spingerci fino alle zone tribali dell’Orissa, a Duburi, dove c’era un ostello costruito dagli olandesi, ma mai aperto, perché nessuno voleva spingersi in una zona così pericolosa in mano ai fondamentalisti indù…..Con P. Joseph Perumbil, missionario verbita, pasticcione, ma simpatico e benvoluto, accettammo la grande sfida ed a  tutto oggi, l’Ostello, malgrado varie minacce ed aggressioni,  funziona perfettamente ed ospita più di cento bambini, la maggioranza dei quali WAF, ora c’è P. Baptist D’Souza ed il suo assistente P. Nirmal a dirigere tutta la missione.

Per rendere più accettabile la presenza della WAF in territorio tribale, spinte da P. Joseph Perumbil, decidemmo di costruire una High School per ragazze a Sullia, che era stata distrutta dal tremendo Super ciclone, guadagnandoci la stima ed il rispetto degli indù.

Anni dopo, sempre a Duburi, iniziammo una collaborazione con altre due associazioni Il Muro del Sorriso e Smile Mission e noi WAF allestimmo la Dental Clinic con una moderna poltrona e tutti gli accessori..

Nel frattempo a Duburi era arrivata Sr. Lisha, tostissima suora delle Sisters of Adorers, militante per i diritti delle donne, che voleva creare a Duburi un Ostello per bambine e nell’attesa cominciammo le adozioni a distanza inviandole nell’ostello di Pallahara.

Ogni volta che tornavamo in Orissa, P. Lancy Rodrigues, tesoriere dell’Arcivescovo ci faceva trovare altre cose da fare, così cominciammo delle adozioni di alcune bimbe al Seva Ashram di Daringabadi ed a Saramuli (che poi dovemmo abbandonare data l’estrema difficoltà), nel Kandhamal, zona ad altissimo rischio di attentati e sommosse dei fondamentalisti.

Su altra specifica richiesta dell’Arcivescovo Cheenath, cominciammo ad occuparci anche dell’asilo di Sr. Marie Lourdes a Jokalandi, Bhubaneswar, per aiutare i bimbi, spesso abbandonati dai genitori, che venivano dagli slams, dove si nutrivano d’immondizie.

In aggiunta a tutto, questo c’è sempre stata qualche emergenza da arginare, soprattutto per le inondazioni, qualche persona da soccorrere o far operare, pompe d’acqua, generatori, stabilizzatori da comprare, per poter migliorare le condizioni di vita delle varie missioni.

Con WAF a Varese, ai progetti in India si è aggiunto quello nel Lebbrosario di Hyderabad, nell’Andhra Pradesh, dove, con la compianta Sr. Lorenza si sono costruite casette per i lebbrosi oltre ad interventi mirati su situazioni di urgenza sanitaria.

 

Sono tanti i Missionari e le Suore che la WAF ha incontrato in tutti questi anni, non li elencheremo, ma ognuno di loro è stato prezioso, ognuno di loro ha dato un contributo d’amore e generosità ai bambini ed alle persone a loro affidate ed a noi un grandissimo aiuto.

 
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