Eritrea

La storia della WAF in Eritrea

La WAF  ha iniziato gli aiuti in Eritrea nel 1999, tramite Fr. Jemanu Jehar, eritreo, nostro grande amico e consigliere Lasalliano, che ci pregò di assistere 6 fratellini, a Keren, parlandoci anche della disastrosa situazione del paese a causa del governo che calpestava i diritti civili degli abitanti.

Era difficile andar giù, perché l’Eritrea era sempre in guerra con qualcuno, quindi Fr. Jemanu ci mise in contatto con Fr. Amilcare Boccuccia, suo amico fraterno, là da 30 anni  ( premiato con la Stella della Solidarietà, nel 2004, dal nostro Presidente della Repubblica, per i suoi grandi meriti) .

Fr. Amilcare, direttore della Agro –Technical School  di Hagaz, vicino a Keren, ci venne a trovare a Roma, i suoi racconti di come viveva la popolazione eritrea, ci toccarono il cuore, chiese alla WAF di finanziare dei pozzi d’acqua, visto che in certi luoghi, per approvvigionare i villaggi dovevano fare varie decine di Km., riempiendo secchi od otri ( portati essenzialmente dalle donne ), di  donne diventate sterili per la disidratazione.

Grazie ai nostri sponsor: Aldo ed Adelia a Bormio e Gino a Roma, furono organizzate gare di golf per i pozzi.

Con l’aiuto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, di 44 pittori che ci donarono le loro opere e con Liliana, la gallerista, organizzammo un’Asta di Beneficenza a Roma, per realizzare i pozzi d’acqua potabile.

Nel 2001 il  nostro primo pozzo WAF fu a Bardoli , nella penisola di Buri in Dankalia, seguito negli anni successivi, dagli altri sempre nella zona degli Afar. I pozzi vengono scavati nei wadi, i letti dei fiumi, quando sono in secca, perché lì si trova l’acqua dolce potabile. Ogni tanto bisognava rimettere mano ai pozzi perché, pur coperti, s’insabbiavano durante la stagione delle piogge.

Fr. Amilcare girava per gli altipiani dell’Amba Soira ( mettendo sempre a repentaglio la sua vita), sfruttando, nel reciproco rispetto, le sue tante conoscenze ed i vari capi tribù, per capire dove poter fare dei pozzi che avrebbero permesso alle tribù Afar migranti con il loro bestiame, seguendo le stagioni delle piogge, di poter diventare stanziali e vivere meglio.

La WAF finanziò anche un pozzo a Mesba, nella zona del Senafè, molto pericolosa, al confine con l’Etiopia, nella fascia cuscinetto dell’ONU, zona molto arida, per cui servivano anche le pompe, per portare acqua ad un villaggio ed a due scuole con 1.420 bambini, dissetandoli, permettendo di coltivare la terra e debellare la bilarziosi.

Avevamo voglia di vedere cosa avevamo realizzato, così decidemmo di partire per l’Eritrea, sembrava un periodo tranquillo, senza guerre, ma pochi giorni prima della partenza, Fr. Jemanu ci chiamò perchè la missione di Hagaz era stata attaccata, molti ragazzi furono portati via ( 15 anni) per essere arruolati, le ragazze stuprate..quindi ci chiesero di desistere in quanto avremmo messo ancora più in pericolo la missione, perché, anche se fossimo riuscite ad arrivare sane e salve, avrebbero anche dovuto proteggerci.

Ogni tanto Fr. Amilcare e Fr. Jemanu venivano a trovarci portandoci foto e notizie.

Nel 2005 Fr. Amilcare è stato cacciato dall’Eritrea, insieme ad altre 6 ONG, perché, durante un convegno a Rimini ha raccontato ciò che succedeva in Eritrea.

La WAF, per un po’ ha seguitato l’aiuto all’Eritrea, attraverso un’associazione legata a Fr. Amilcare, con donazione di  medicine da inviare, di oggetti e quadri che ancora avevamo, perché potessero venderli per finanziare piccoli ospedali.

Fr. Jemanu è stato chiamato a fare il direttore nella Scuola tecnica agraria di Hagaz, ma di lui non abbiamo più notizie, per cui a malincuore decidemmo di sospendere il programma Eritrea.

Fr. Amilcare Boccuccia ha fondato la MAADI –Solidarity Onlus, con cui aiuta ancora l’Eritrea, il Sudan e dovunque serva il suo aiuto nel Corno d’Africa.

 
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